nem a morte nem a vida, nem os anjos nem os principados, nem o presente nem o futuro, nem as potestades, nem a altura, nem o abismo, nem qualquer outra criatura
1.11.10
31.10.10
De questione Dei
«Ricardo Araújo Pereira e a questão de DeusIntervenção de Ricardo Araújo Pereira na mesa-redonda «Deus: questão para Crentes e não-Crentes, organizada pela comunidade da Capela do Rato (Lisboa).
Ricardo Araújo Pereira e a questão de Deus (1) from Pastoral da Cultura on Vimeo.
1.ª parte: "Para nós, ateus, a morte é um sono sem sonhos e nós continuamos com um mau perder em relação a isso. Não é fácil. E por isso, onde é que eu vou buscar conforto? À Bíblia (não sei se já ouviram falar). Especialmente a um dos meu livros favoritos, que é o do Eclesiastes."
Ricardo Araújo Pereira e a questão de Deus (2) from Pastoral da Cultura on Vimeo.
2.ª parte: "[No livro do Eclesiastes] o tempo e o acaso acontecem a todos por igual. Era uma óptima pessoa – morreu. Era uma péssima pessoa – morreu também. (...) Eu juntei uma enorme fortuna – morri. Eu adquiri imenso conhecimento – morri a seguir. Eu fui muito bom para o meu semelhante – morri. Fui péssimo para o meu semelhante – morri também.” (...) “O trabalho de humorista é fazer as pessoas rirem-se do facto de, por mais maquilhagem que ponham na cara, é àquele estado que vão chegar.”
Ricardo Araújo Pereira e a questão de Deus (3) from Pastoral da Cultura on Vimeo.
3.ª parte e última parte: "O momento em que se perde o filho é o único, acho eu, do qual o riso está completamente ausente. Penso muitas vezes na questão de fazer rir as pessoas que perdem um filho."»
26.10.10
Sic non est voluntas ante Patrem vestrum, qui in caelis est, ut pereat unus de pusillis istis.
Contextualização da Defesa da Vida no Brasil - como foi planejada a introdução da cultura da morte no país
25.10.10
Luige, istine in necropolim vaticana sub basilicam Petrinam?
O Vaticano possibilita agora a visita virtual, guiada, ao túmulo do primeiro Papa. Depois do martýrio do Apóstolo, os christãos depositaram o seu corpo naquelle logar onde acorreram tantos fiéis e, mais tarde, haveria de ser construída pelo imperador Constatino a primeira basílica dedicada ao Sancto. Uma viagem pelos sæculos dos sæculos.23.10.10
Discurso de bispo libanês alegadamente purgado pelo Vaticano
O discurso do bispo da Antioquia dos Sírios Raboula Antoine Beylouni ao Sínodo para o Médio Oriente foi publicado integralmente na página do site da Santa Sé dedicada ao Sínodo (em francês, no original), mas substancialmente purgado no Osservatore Romano. Curiosamente, as partes purgadas (infra a negrito) ― talvez por razões de espaço ― são as potencialmente mais polémicas, mas também as mais instrutivas sobre a condição cristã no Médio Oriente.
Ficamos a saber que os bispos orientais sabem muito bem o sarilho em que estão metidos e que se não falam mais vezes com toda a franqueza é, simplesmente, com medo de represálias por parte dos muçulmanos, não tanto sobre si próprios ― afinal, ao seguir o chamamento de Deus para o sacerdócio, deram a vida a Cristo ―, mas sobre os seus rebanhos.
Concluo, no seguimento do conselho do bispo Beylouni, tal como se encontra no último parágrafo do texto infra, apelando à Virgem Maria: Mater Eclesiæ, ora pro nobis.
LA MADRE DI DIO E L’ISLAM
di Raboula Antoine Beylouni
In Libano abbiamo un comitato nazionale per il dialogo islamo-cristiano da diversi anni. Esisteva anche una commissione episcopale, istituita in seguito all’assemblea dei patriarchi e dei vescovi cattolici in Libano, incaricata del dialogo islamo-cristiano. È stata soppressa ultimamente per conferire maggiore importanza all’altro comitato; per di più non aveva ottenuto risultati tangibili.
Talvolta vengono portati avanti in diversi luoghi vari dialoghi nei paesi arabi, come ad esempio quello del Qatar in cui l’emiro stesso invita, a sue spese, personalità di diversi paesi delle tre religioni: cristiana, musulmana ed ebraica. In Libano, alcuni canali televisivi come “Télé-lumière” e “Noursat” trasmettono programmi sul dialogo islamo-cristiano. Spesso viene scelto un tema e ogni parte lo spiega e lo interpreta secondo la sua religione. Queste trasmissioni sono di solito molto istruttive.
Vorrei con questo intervento richiamare l’attenzione sui punti che rendono difficili e spesso inefficaci questi incontri o dialoghi. Ovviamente non si discute sui dogmi, ma anche gli altri temi d’ordine pratico e sociale sono difficilmente affrontabili quando sono inseriti nel Corano o nella Sunna.
Ecco le difficoltà con cui ci confrontiamo.
Il Corano inculca al musulmano l’orgoglio di possedere la sola religione vera e completa, religione insegnata dal più grande profeta, poiché è l’ultimo venuto. Il musulmano fa parte della nazione privilegiata e parla la lingua di Dio, la lingua del paradiso, l’arabo. Per questo affronta il dialogo con questa superiorità e con la certezza della vittoria.
Il Corano, che si suppone scritto da Dio stesso da cima a fondo, dà lo stesso valore a tutto ciò che vi è scritto: il dogma come qualunque altra legge o pratica.
Nel Corano non c’è uguaglianza tra uomo e donna, né nel matrimonio stesso in cui l’uomo può avere più donne e divorziare a suo piacimento, né nell’eredità in cui l’uomo ha diritto a una doppia parte, né nella testimonianza davanti ai giudici in cui la voce dell’uomo equivale a quella di due donne ecc.
Il Corano permette al musulmano di nascondere la verità al cristiano e di parlare e agire in contrasto con ciò che pensa e crede.
Nel Corano vi sono versetti contraddittori e versetti annullati da altri, cosa che permette al musulmano di usare l’uno o l’altro a suo vantaggio; così può considerare il cristiano umile, pio e credente in Dio ma anche considerarlo empio, rinnegato e idolatra.
Il Corano dà al musulmano il diritto di giudicare i cristiani e di ucciderli con la jihad (guerra santa). Ordina di imporre la religione con la forza, con la spada. La storia delle invasioni lo testimonia. Per questo i musulmani non riconoscono la libertà religiosa, né per loro né per gli altri. Non stupisce vedere tutti i paesi arabi e musulmani rifiutarsi di applicare integralmente i “Diritti umani” sanciti dalle Nazioni Unite.
Di fronte a tutti questi divieti e simili argomenti dobbiamo eliminare il dialogo? No, sicuramente no. Ma occorre scegliere i temi da affrontare e gli interlocutori cristiani capaci e ben formati, coraggiosi e pii, saggi e prudenti, che dicano la verità con chiarezza e convinzione.
Deploriamo talvolta alcuni dialoghi in televisione in cui l’interlocutore cristiano non è all’altezza del compito e non riesce a esprimere tutta la bellezza e la spiritualità della religione cristiana, cosa che scandalizza gli ascoltatori. Peggio ancora, talvolta ci sono interlocutori del clero che, nel dialogo, per guadagnarsi la simpatia del musulmano chiamano Maometto profeta e aggiungono la famosa invocazione musulmana spesso ripetuta “Salla lahou alayhi wa sallam” (che la pace e la benedizione di Dio siano su di lui).
Per concludere suggerisco quanto segue.
Dato che il Corano ha parlato bene della Vergine Maria, insistendo sulla verginità perpetua e sulla sua concezione miracolosa e unica, che ci ha dato Cristo, e dato che i musulmani la considerano molto e chiedono la sua intercessione, dobbiamo ricorrere a lei in ogni dialogo e in ogni incontro con i musulmani. Essendo la Madre di tutti, Ella ci guiderà nei nostri rapporti con i musulmani per mostrare loro il vero volto di suo Figlio Gesù, Redentore del genere umano.
Voglia Dio che la festa dell’Annunciazione, dichiarata in Libano festa nazionale per i cristiani e i musulmani, divenga festa nazionale anche negli altri paesi arabi.
Read more at magister.blogautore.espresso.repubblica.it
Addendum da versão francesa:
- S. Exc. Mgr Raboula Antoine BEYLOUNI, Archevêque titulaire de Mardin des Syriens, Évêque de Curie d'Antioche des Syriens (LIBAN)
Nous avons au Liban un comité national de dialogue islamo-chrétien et cela depuis plusieurs années. Il y avait aussi une commission épiscopale issue de l'Assemblée des Patriarches et Évêques Catholiques au Liban chargée du dialogue islamo-chrétien. Elle a été supprimée pour donner plus d'importance à l'autre comité, d'autant plus qu'il n'y avait pas de résultat sensible.
Il y a parfois des dialogues ici ou là, dans des pays arabes, comme au Qatar, où l'Émir lui-même invite à ses frais, des personnalités de différents pays et des trois religions: chrétienne, musulmane et juive. Au Liban, sur la chaîne Télé-lumière et Noursat, et sur d'autres chaînes de télévision, on donne parfois des programmes de dialogue islamo-chrétien. Souvent on choisit un thème, et chaque parti l'explique ou l'interprète selon sa religion. Ces programmes sont d'ordinaire très instructifs.
J’ai voulu par cette intervention, attirer l'attention sur les points qui rendent ces rencontres ou dialogues difficiles et souvent privés d’effectivité. Il est clair qu'on ne discute pas sur les dogmes. Mais même les autres sujets d'ordre pratique et social sont difficilement abordables lorsque le Coran ou la Sunna les a abordés. Voici quelques difficultés que l’on doit affronter.
Le Coran inculque au musulman la fierté d'avoir la seule religion vraie et complète, religion enseignée par le plus grand prophète, car il est le dernier venu. Le musulman fait partie de la nation privilégiée, et parle la langue de Dieu, la langue du paradis, la langue arabe. C'est pourquoi, il vient au dialogue avec cette supériorité et avec l'assurance d'être victorieux.
Le Coran, supposé écrit par Dieu lui-même d'un bout à l'autre, donne la même valeur à tout ce qui y est écrit : le dogme comme n'importe quelle loi ou pratique.
Dans le Coran, il n'y a pas d'égalité entre l'homme et la femme, ni dans le mariage lui-même où l’homme peut prendre plusieurs femmes et peut en divorcer à sa guise; ni en matière d’héritage où l’homme a une double part; ni dans le témoignage devant les juges où la voix de l’homme égale la voix de deux femmes, etc ...
Le Coran permet au musulman de cacher la vérité au chrétien et de parler et agir contrairement à ce qu'il pense et croit. Dans le Coran, il y a des versets contradictoires et des versets annulés par d'autres, ce qui donne au musulman la possibilité d'utiliser l’un ou l’autre selon son avantage et ainsi il peut dire du chrétien qu’il est humble et pieux et croyant en Dieu, comme il peut le traiter d'impie, d'apostat et d'idolâtre.
Le Coran donne au musulman le droit de juger les chrétiens et de les tuer par la djihad (guerre sainte). Il ordonne d'imposer la religion par la force, par l’épée. L’histoire des invasions en est témoin. C’est pourquoi les musulmans ne reconnaissent pas la liberté religieuse, ni pour eux ni pour les autres. Et il n’est pas étonnant de voir tous les pays arabes et musulmans refuser d’appliquer en entier les “Droits de l'homme”institués par les Nations Unies.
Devant tous ces interdits et d’autres semblables faut-il supprimer les dialogue? Non, certainement pas. Mais il faut choisir les thèmes abordables et des interlocuteurs chrétiens capables et bien formés, courageux et pieux, sages et prudents ... qui disent la vérité avec clarté et conviction ...
On déplore parfois certains dialogues à la télévision où l’interlocuteur chrétien n'est pas à la hauteur de la tâche et n'arrive pas à donner de la religion chrétienne toute sa beauté et sa spiritualité, ce qui scandalise les auditeurs. Pire encore, il y a parfois des interlocuteurs clercs, qui, dans le dialogue, pour gagner la sympathie du musulman, appellent Mahomet prophète et ajoutent l'invocation musulmane connue et toujours répétée “Salla lahou alayhi wa sallam” (Que la Paix et les Bénédictions de Dieu soient sur lui).
Pour finir je suggère ce qui suit : Comme le Coran a bien parlé de la Vierge Marie, en insistant sur sa virginité perpétuelle et sa conception miraculeuse et unique en nous donnant le Christ; comme les musulmans la considèrent beaucoup et demandent son intercession, nous devons recourir à elle dans tout dialogue et dans toute rencontre avec les musulmans. Étant la Mère de tous, elle nous guidera dans nos rapports avec les musulmans pour leur montrer le vrai visage de son Fils Jésus, Rédempteur du genre humain.
Qu’il plaise à Dieu que la fête de l’Annonciation déclarée au Liban fête nationale pour les chrétiens et les musulmans, devienne aussi fête nationale dans d'autres pays arabes.
8.10.10
Die septima mensis Octobris anno Domini millesimo quingentesimo septuagesimo primo
O Cardeal dos Escravos
Leia mais sobre esclavagismo no islão e sobre a conversão ao islão como modo de evitar ser atacado militarmente e como alternativa a uma vida como cidadão de segunda-classe (dhimmi).
See more at www.snpcultura.org
3.10.10
De arte Lusitana
Sem dúvida a função primacial [da vasta basílica myrtilense] foi a de lugar de doutrina e culto cristão, assistida por um corpo eclesial hierarquizado e bastante completo formado por presbíteros de que se conhecem os nomes de alguns; (Satírius, Romanus, Simplícius, Britto, Afranius), que presidiram à celebração de ofícios (a missa), administração dos sacramentos, formação dos catecúmenos etc, servida por uma pompa litúrgica especialmente rica no período visigótico. Queremos realçar aqui a função do canto que desempenhou um papel importante no convite à piedade e na criação de um clima emocional propício à exaltação do divino e ao fortalecimento da fé, nestas comunidades primitivas.
Sobre o exercício do canto na igreja myrtilense informa-nos o epitáfio (séc.VI) do já referido Andreas designado no texto "princeps cantorum", isto é o primeiro cantor [referência única em toda a península ibérica], e como era habitual deve ter presidido ao côro [local preferido para as inumações] e a uma "Schola" de cantores; e quem sabe se não exerceu a função de escola laica ministrando nesses tempos difíceis os rudimentos de leitura e escrita assumindo assim uma função social, como era habitual na alta Idade Média.
Além dos presbíteros e chantres, (cléricos de ordens maiores), a igreja de Myrtilis foi também servida pelos chamados menoristas. Entre estes conhecem-se o leitor Tyberius que faria a leitura das epístolas e um ostiário (porteiro) chamado Exupérius que teria por função a segurança e a limpeza da igreja.»
A Basílica funerária de Myrtilis extra-muros tem ainda a oferecer aos seus visitantes a mais antiga lápide de um judeu na península ibérica, com um candelabro (menorah), a exemplificar a componente judaica latinizada da sociedade myrtilense, próxima à cristã, bem como algumas epígrafes gregas, aparentemente de falantes com representação eclesiástica própria, referindo Êutiques, por coincidência ou não o nome do proponente do monofisismo. Esta heresia cristã de tipo unitariano, segundo Cláudio Torres, teria predisposto Mértola, tal como outras urbes mediterrânicas onde majoravam o arianismo e o monotelismo, à penetração do islão nos séculos VII e VIII.
«Antes da sacralização do local, ocorrida em meados do século V, essa zona foi ocupada por uma necrópole de incineração, que deu lugar a um cemitério de inumação a partir de finais do século I.» Quanto à tipologia da basílica e suas sepulturas (com tesselas), é de salientar a influência do norte de África, Proconsular, com o qual a cidade teria fortes ligações comerciais através do rio Guadiana. A orientação dos túmulos paleocristãos, com a cabeça a poente e o corpo deitado de costas de forma a que este possa olhar o Sol nascente no dia do Juízo Final, difere da dos islâmicos, com o lado direito virado a Meca.
«Embora seja identificável, do ponto de vista arqueológico, um estrato de destruição perfeitamente nítido (com abundantes vestígios do telhado [tégula e imbrices] sobre o pavimento) é possível que, logo no início do período islâmico, o local tenha servido como zona funerária. Algumas das sepulturas islâmicas (localizadas no mesmo nível arqueológico das paleocristãs) apresentam com estas fortes semelhanças do ponto de vista construtivo. Outras assentavam sobre o derruído telhado da basílica, edifício que teria entretanto sido abandonado», embora a zona seguisse sendo uma importante área mortuária. Há ainda elementos decorativos de origem oriental (aves do paraíso com cauda de pavão num campo de ramos de roseiras em botão) presentes nas lápides paleocristãs e mais tarde na cerâmica verde e manganês do Al-Andalus.
Mas característica da Lusitânia teria sido, entre outros pormenores epigráficos, a representação de arcos sobre colunas. Eis a transcrição do Epitáfio de Andreas:
| ANDREAS FAMVLVS DEI PRINCEPS CAN- TORUM SACROSAN CTE A[E]CLISIAE MER- TILLIA[N]E VIXIT ANNOS XXXVI REQVIEVIT IN PA- CE SUB D(IE) TERTEO KAL(ENDAS) APRILES AERA ∂LX TRI- SIS | André, [familiar-]servidor de Deus, primeiro [principal] cantor da sacrossanta Igreja Mertiliana, viveu 36 anos, descansou em paz no terceiro dia das calendas de Abril da era de 560 e 3 [era de César] (o que corresponde no nosso calendário ao dia 30 de Março do ano de 525) |
CH[...]
Chama-se a atenção para a expressão sacrossancta aeclisia mertilliana que refere o conjunto da comunidade cristã de Mértola, e para a decoração de arcos sobre capitéis decorados por três ordens de folhas de acanto, sustentadas por colunas torsas. As duas cruzes com alfa e ómega, a indicar que em Cristo está o princípio e o fim, iniciam e fecham o texto funerário: uma linha abaixo podem ver-se as letras CH[...], certamente início de uma frase de tipo propiciatório como por exemplo ― Cristo esteja contigo!.»
in Museu de Mértola - Basílica Paleocristã, coord. (catálogo e exposição) Cláudio Torres, ed. Campo Arqueológico de Mértola, 1993
30.9.10
Google translate acrescenta o latim
Motivo de alegria adicional para os católicos de rito latino, uma vez que o latim é a nossa língua litúrgica, não obstante o facto do uso do vernáculo ― permitido pela constituição apostólica Sacrosanctum Concilium ― se ter imposto após o Concílio Vaticano II.
Google Translate, a service that can instantly translate entire web pages or chunks of text in to another language, has added Latin to its list.
Google Translate supports more than 50 languages, including minority languages such as Welsh and Haitian Creole, and the addition of Latin is sure to please scholars and traditionalists.
In a blog post, written entirely in Latin, Jakob Uszkoreit, a senior engineer at Google, said that Latin was far from a “dead language”.
“There are many Latin language learners,” he wrote. “Over 100,000 American students take the National Latin Exam every year and many more learn Latin all of the world. And there is a wealth of information originally written in it.”
He said that while Google recognised that the Latin translation tool would rarely be used to decipher emails or captions on YouTube videos, it would enable web users to read many of the crucially important philosophical and scientific texts originally written in this language.
“There are tens of thousands of scanned books written in Latin on Google Books, and many more contain Latin quotes and proverbs,” he wrote.
Google expects translations to and from Latin to be among the most accurate offered by its Google Translate tool.
“Unlike any of the other languages Google Translate supports, Latin offers a unique advantage: most of the text that will ever be written in Latin has already been written, and a comparatively large part of it has been translated in to other languages.
“We use these translations, found in books and on the web, to train our system.”Read more at www.telegraph.co.uk
26.9.10
Luige, istine in carcerem Mamertinum Petri Paulique Apostolorum?
Papa Benedictus XVI: Origenes Adamantius cogitatio eiusque (2)
PAPA BENTO XVI
AUDIÊNCIA GERAL
Quarta-feira, 2 de Maio 2007
Queridos irmãos e irmãs!
A catequese de quarta-feira passada foi dedicada à grande figura de Orígenes, doutor de Alexandria dos séculos II-III. Naquela catequese tomámos em consideração a vida e a produção literária do grande mestre de Alexandria, indicando na "tríplice leitura" da Bíblia, por ele conotada, o núcleo animador de toda a sua obra. Deixei de parte para os retomar hoje dois aspectos da doutrina origeniana, que considero entre os mais importantes e actuais: pretendo falar dos seus ensinamentos sobre a oração e sobre a Igreja.
25.9.10
Mulieribus pulchrissimis cum simus
Nesta senda, o Papa dedicou algumas catecheses em Setembro a duas mulheres fortes: a Sancta Hildegarda de Bingen, já falada pelo Luís a propósito da música, e a Sancta Clara de Assis. Ouvide os resumos das mesmas e se para mais multiplicardes o vosso tempo precioso lede os todos os textos:
23.9.10
Na Alemanha, o número de católicos supera o de protestantes
Via Rino Cammilleri: http://www.rinocammilleri.com/
La salute della Chiesa cattolica in Germania è così e così. Intanto però cresce. Le statistiche ufficiali aggiornate al 2009 dicono che essa ha conquistato il primo posto a spese delle Chiese protestanti.
Prendendo il 1950 come anno di confronto, il sorpasso ha del clamoroso.
I protestanti nel 1950 erano 42,2 milioni. Nel 2009 sono scesi a 24,2 milioni, con una diminuzione del 42,7 per cento.
Al contrario, i cattolici sono passati da 23,2 milioni nel 1950 a 24,9 milioni nel 2009, con una crescita del 7,3 per cento.
Evidentemente, la cura modernizzante che le Chiese protestanti tedesche si sono imposta in dosi massicce, con le donne pastore, le donne vescovo e il via libera ad aborto, eutanasia, divorzio, matrimonio omosessuale, eccetera, ha prodotto questo bel risultato.
Ma nonostante ciò, per curare le magagne della Chiesa cattolica dottoroni tipo Hans Küng insistono a prescrivere la stessa ricetta. E protestano perché il papa tedesco non ne vuole sapere.Read more at magister.blogautore.espresso.repubblica.it
22.9.10
O sucesso da visita papal ao Reino Unido
O mesmo fenómeno que ocorreu cá em Portugal, mas com maior alcance dada a projecção da língua inglesa e dos seus media.
Los británicos han visto directamente al Papa y «las cosas como son» y ya no lo que cierto periodismo ha querido presentar.
Anna Arco, vaticanista británica, colaboradora de numerosas publicaciones especializadas, ha confesado sufrir “PPD", es decir, Post Papal Depression.
Quizás, en la gigantesca mole de artículos escritos en estas horas para hacer un balance de los cuatro días de Benedicto XVI en el Reino Unido, no hay chiste mejor para dar una medida, aunque inmediata, de cuál ha sido la dimensión del éxito pastoral, eclesial, espiritual y humano de la visita del Papa.
¿Por qué? Las razones son muchas, pero la primera es una sola: los británicos han visto “las cosas como son”, la verdad, y ya no lo que cierto periodismo muy elegante, culto y de firma ha visto durante algunos meses; a veces contra toda evidencia y no siempre respetando la verdad.
Han "visto" al Papa (centenares de miles de cerca, y unos cuantos millones a través de la televisión). Han “escuchado hablar” al Papa, en diversas circunstancias, y sobre muchos temas que son importantes para las personas sencillas que tienen sed de pensamiento y de seriedad. Después, hay otra razón que no debe minusvalorarse: la sociedad británica, como todas las demás sociedades europeas, atraviesa un periodo, ya muy largo y devastador, de superficialidad existencial, y siente profundamente, con dolor y aflicción, la falta de un proyecto, de futuro, de utopía, en una palabra: de humanidad (y de humanismo), dentro de la que cada uno es persona y no sólo ciudadano, elector, usuario o consumidor.
Benedicto XVI no ha ido a conquistar votos; a vender perfumes o coches de gran cilindrada; a promover un improbable formato televisivo o a decir lo contrario de lo que piensa.
En fin, como dijo su portavoz, padre Federico Lombardi, fue a proponer “el mensaje de la fe como algo positivo", a proponer reflexiones para poder discernir, para poder comprender la situación en la que nos encontramos hoy históricamente como sociedad, como mundo, ante los grandes desafíos de hoy y del futuro, a qué valores podemos orientarnos, a los riesgos también de perder la orientación a los valores esenciales".
Read more at www.religionenlibertad.com
20.9.10
Musica auribus nostris
17.9.10
"Foram detido cinco homens"
Former Hitler Youth Targeted?
Five working class men from third world countries have been dragged off the streets of England which they'd been hired to clean and thrown into holding cells on suspicion of allegedly plotting to harm a former member of the infamous Hitler Youth organization. Pope Benedict XVI, a former Hitler Youth, is the leader of an organization which is one of the only ones that legally continue to harshly discriminate against women. Benedict, who is not expected to draw very large crowds, may allegedly have been the target of these five men of unknown background or religious affiliation. Pope Benedict, who mysteriously changed his name sometime in the last decade from Josef Ratzinger, has angered many groups with his pronouncements against the peaceful religion of Islam as well as his inflammatory statements against women. Pope Benedict XVI (aka Ratzinger) is most well known for his leadership of a group formerly known as "The Inquisition" which is believed to be responsible for the deaths of thousands if not millions of Europeans some years ago. Benedict is also regarded suspiciously for his infamous coverup of the Roman Catholic Church's sex abuse scandal which had many in Europe including such luminaries as Christopher Hitchens pleading for his arrest before more children could be hurt. Thousands of protests were expected to shout down the Pontiff on his visit to Britain but reportedly less than a hundred protestors showed up causing some to believe that the protestors feared retaliation from those who support the Pope or perhaps even Benedict himself,a former Hitler Youth. The five working class immigrants arrested earlier today may be victims of anti-immigrant fervor in England. In fact, anti-immigrant fervor escalated to such a fever pitch that youths were forced to protest in the streets of France recently. Coverage will continue. Note: In case you think this satire is over the top just know that there have been 117 references to Hitler Youth in news stories about the Pope recently. There have been only 43 references to "Muslim terrorist" in stories referring to Pope Benedict.
16.9.10
Missale Romanum
| © apud Administrationem Patrimonii Sedis Apostolicæ in Civitate Vaticana, 2002: pro textibus lingua latina | © Conferência Episcopal Portuguesa, Fátima, 1992: para os textos em língua portuguesa» |
"Creio para poder compreender"
Deborah Gyapong: (...) Sou jornalista, não teóloga, e não posso dizer que compreendo todo o alcance do que aparece no Catecismo da Igreja Católica. Mas pude ver que não posso continuar sendo um pequeno papa na minha própria mente, optando e dizendo por mim mesma as doutrinas nas quais acredito e as que descartei. Boa parte da minha formação foi evangélica protestante e, pouco a pouco, pude ver que, antes de compreender aquilo em que deveria crer, é melhor seguir o conselho de Santo Anselmo da Cantuária e dizer: "Creio para poder compreender". Dessa forma, decidi abraçar a autoridade do Magistério da Igreja Católica, no qual acredito. Uma fé apostólica é crucial para encontrar nossa liberdade em Cristo e a liberdade para viver como se deve. Não sou teóloga e não posso explicar o mistério da Eucaristia, mas eu acredito que Jesus está totalmente presente, em seu corpo, mente, alma e divindade no Santíssimo Sacramento; que nos alimenta, nos limpa e nos envia unidos a Ele para ser suas mãos, seus pés, sua voz para proclamar seu amor e a Boa Nova da salvação a um mundo fragmentado. (...)



